Mettersi in proprio: caratteristiche personali per avere successo

Avere un’idea di business non basta se non si ha la stoffa per lavorare in proprio. Scopri se possiedi le qualità necessarie con questa autovalutazione.

Nell’immaginario collettivo, lavorare in proprio significa essere capo di te stesso. Questa interpretazione è spesso associata ad una visione idealizzata dove si considerano solo gli aspetti positivi: poter lavorare dove, come, quanto e quando si vuole.

In rete, si possono trovare migliaia di articoli che offrono consigli su come “inventarsi un lavoro”. Sì, un certo Mark Zuckerberg da una piccola idea ha costruito un impero. Quindi avere un’idea è tutto ciò che serve?

La maggior parte delle start-up fallisce entro i primi 3-5 anni di attività. Chiaramente avere una buona idea purtroppo non basta.

Quando lavori in proprio, l’azienda sei tu quindi partiamo innanzitutto da te.

Rifletti sulle principali caratteristiche personali necessarie per lavorare in proprio e confrontale con qulle che possiedi oppure che vuoi e puoi migliorare.

Ti senti bene a lavorare da solo?

Mettersi in proprio significa non avere nessun altro con cui condividere le responsabilità e le molteplici tasks. Seppure tu possa lavorare in spazi coworking o incontrare clienti, lavorerai principalmente da solo nel tuo studio/ufficio.

Attenzione a non fraintendere. Non potrai neppure fare il lupo solitario. In qualità di capo di stesso, ricoprirai non solo le funzioni operative ma anche commerciali e di pubbliche relazioni.

Il tuo lavoro dipenderà dalla tua capacità di instaurare relazioni con i tuoi clienti, costruirti una rete di contatti, generare opportunità e visibilità.

Ciononostante per la maggior parte del tempo lavorerai da solo e potrai contare solo su di te.

Sei bravo a gestire ed organizzare bene il tuo tempo e le priorità?

Lavorare in proprio, significa avere il pieno potere decisionale sulle tue ore di lavoro. Per un certo verso, questo è liberatorio, per un altro è anche una grande responsabilità e richiede una ferrea disciplina.

Come capo di te stesso, spetta a te controllare il tuo rendimento e gestire tutti gli aspetti lavorativi.

Dovrai occuparti di acquisire clienti, di negoziare i contratti, di rispettare i tempi di consegna, della fatturazione, di ottimizzare i flussi di lavoro, di risolvere problemi tecnologici, restare sempre informato sulle novità e sviluppare ed innovare.

Dovrai essere capace di classificare le tue task in base a: urgenza ed importanza.

La tua abilità nell’individuare le priorità determinerà la tua efficienza e produttività.

Matrice-Covey-Tempo-Priorita
La matrice di Covey per la gestione del tempo e delle priorità

Sai motivarti da solo?

La motivazione è altissima quando si inizia una nuova avventura professionale e si può lavorare oltre misura per settimane senza sentirne la stanchezza – se non è così, ripensa immediatamente alla tua idea di per metterti in proprio.

I problemi possono insorgere mesi dopo, quando hai lavorato incessantemente, il bilancio è in perdita e non ci sono entrate.

Quello è il momento critico in cui anche l’entusiasmo può scemare. E non ci sarà un capo a controllarti, a spronarti, a darti la soluzione o a dirti come avanzare.

Soprattutto il primo anno devi essere pronto a lavorare duramente e fare molti sacrifici. Forse nel giro di un paio d’anni potresti avere un giro soddisfacente di clienti.

Per giorni o per settimane capiterà di non sentirti motivato e dovrai accettarlo senza mollare. Devi essere in grado di non perdere mai di vista i tuoi obiettivi e la fiducia in te stesso.

Perché vuoi metterti in proprio e lavorare per te stesso anziché lavorare per qualcun altro?

Più motivi hai, maggiore sarà la tua motivazione quindi assicurati di averne tanti.

Sai affrontare bene rischi, incertezze e cambiamenti?

Mettersi in proprio, significa che non esistono 2 giorni uguali e nessuna garanzia che avrai successo.

Con il duro lavoro, la determinazione, la perseveranza, la pianificazione e l’organizzazione, è possibile trionfare ma ciò lo scoprirai solo quando riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi. Nel frattempo, quindi, devi riuscire a convivere serenamente con questo senso d’incertezza ed evitare impatti negativi sulla tua produttività.

Molte persone che ci hanno provato hanno poi mollato per la frustrazione. Soprattutto se hai una mentalità da dipendente è necessario riprogrammare totalmente il tuo approccio perché a fine mese non arriverà lo stipendio fisso che risolverà i tuoi problemi.

Dovrai abituarti alla paura dell’incertezza e solo in questo modo smetterai di averne paura.

Sei pronto a fare dell’incertezza, la tua sicurezza?

Sei sicuro di te?

Negoziare il contratto ed il prezzo per il tuo lavoro con qualsiasi tipo di cliente, richiede una buona dose di fegato e di sicurezza di te.

Devi credere in te stesso e nel tuo valore per essere retribuito nella quantità che meriti.

Buona parte della sicurezza in te stesso è connessa anche alle tue abilità comunicative con i clienti.

Alcune conversazioni telefoniche risultano scomode anche per i professionisti più esperti.

Nonostante il disagio, devi essere in grado d’infondere sicurezza, dimostrare d’avere il controllo e risultare affabile alle orecchie del tuo interlocutore.

Se non possiedi tale sicurezza, farai fatica ad ottenere ricompense economiche adeguate ed a far decollare il tuo business.

Oltre alla paura di non farcela, devi stare in guardia anche dalla paura di farcela.

Avere successo significa infatti incrementare le responsabilità, la mole di lavoro, le pressioni e lo stress.

Ecco perché mettersi in proprio è innanzitutto un processo mentale che richiede un determinato mindset.

Sei flessibile ed adattabile?

I clienti non sono tutti uguali. Spesso dovrai riadattare i tuoi servizi per rispondere a particolari richieste da parte dei tuoi clienti.

Ciò richiede creatività e flessibilità per offrire la combinazione personalizzata perfetta che soddisfi gli obiettivi specifici di quei clienti.

Inoltre, la sopravvivenza ed il successo di un lavoratore in proprio dipendono anche dalla sua capacità di evolvere e di riadattarsi per colmare l’emergere di eventuali nuove esigenze del mercato.

Il primo giorno di attività sarà indubbiamente molto differente uno o due anni più tardi.

Sei pronto a superare il disagio di cambiare, di fare cose mai fatte prima o che non ti piacciono?

L’ultima volta che ti sei trovato in questa situazione, come ti sei sentito e come hai reagito?

Se preferisci la sicurezza della prevedibilità sicuramente lavorare in proprio non fa per te.

Realizzare un sogno o scappare da un incubo?

Mettersi in proprio può essere la svolta della tua vita o la tua condanna.

Prenditi del tempo per riflettere su queste domande e sii onesto con te stesso nel rispondere.

È possibile che non tutte le risposte siano positive e questo è accettabile nella misura in cui ti impegni a sviluppare le qualità e competenze che ora ti mancano.

La decisione di lavorare in proprio deve essere approcciata con la consapevolezza che non si tratta di un’opzione valida per tutti.

Non si tratta di scegliere tra un’alternativa contrattuale od un’altra bensì di fare la scelta migliore per chi sei tu, chi vuoi diventare e cosa vuoi ottenere.

Quando avrai terminato con questa autovalutazione, ti consiglio di procedere con il passo successivo per concentrarti sui primi 5 fattori chiave per avviare un business di successo.

Citazione di Stephen Covey, tratta dal libro “Le 7 Regole Per Avere Successo”
Rita Gobbi
Appassionata della vita, del sapere e del viaggiare. Laureata in Psicologia del Marketing e del Lavoro. Lavorato per molti anni sia in Italia sia all'estero come manager per una multinazionale. Sono specializzanda in SEO con la passione per il web design e il web marketing.

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