Intervista doppia a due Copywriter d’élite in Italia.

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Per scoprire a fondo la figura del copywriter ho intervistato due professionisti del settore, molto diversi tra loro, tanto nello stile quanto nell’approccio alla professione stessa.

 

Valentina Falcinelli - CopywriterValentina Falcinelli

Ama definirsi:

copywriter multitasking in tiratura limitata di un solo esemplare. Velocità scrittura testi superiore alla media. Ricarica con caffè alle 11,00 e tè alle 17,00.

Sito web: www.valentinafalcinelli.it

 

 

Marco De Veglia - CopywriterMarco De Veglia

Considerato uno dei più alti esponenti di Copywriting persuasivo in Italia.

Le sue Sales Letters sono vendute all’estero per cifre superiori ai 10.000 euro.

Sito web: www.internetmoneyitalia.com

 

 

Chi è oggi il copywriter, e di cosa si occupa esattamente?

 

V : Oggi come ieri, il copywriter è il professionista delle parole. Anzi, come dico sempre io, è il “meccanico” delle parole. Infatti, la stessa credibilità che si è soliti darla a un tecnico, è giusto riservarla anche a un copywriter. Perché se è vero che tutti sono capaci di scrivere, pochi lo sanno fare aggiungendo quel pizzico di marketing e persuasione fondamentale per raggiungere l’obiettivo ultimo: la vendita. Quei pochi sono, per l’appunto, i copywriter.

 

M : Il copywriter è colui che comunica scrivendo un messaggio di marketing, in modo che sia più efficace possibile per vendere. In particolare, io tendo a preferire al copywriting tradizionale quello “a risposta diretta” che ha lo scopo di far compiere un’azione al lettore (acquistare un prodotto, lasciare i propri dati o visitare un negozio). Usando una metafora, se il copywriting tradizionale è come quando dici a una persona: “Ti voglio bene”, quello a risposta diretta è come quando dici a una persona: “Mi vuoi sposare?”

 

Perché in tempo di crisi un’azienda dovrebbe scegliere di investire i pochi capitali di cui dispone nella comunicazione pubblicitaria?

 

V : Perché una persona che abita a Roma e lavora ai Castelli Romani dovrebbe mettere benzina nella propria auto? Perché se vuole continuare a lavorare, in ufficio ci deve arrivare. Puoi essere bravissimo nel tuo lavoro. Se lo sei, prima o poi, scatterà il passaparola e verrai notato. La comunicazione pubblicitaria aiuta a trasformare quel “prima o poi” in un “più prima che poi”.

 

M : Il motivo fondamentale è che in tempi di crisi tutti i concorrenti tendono a non investire. Per cui, facendo l’opposto e investendo in pubblicità, si realizza un effetto di molto superiore rispetto a quello che si otterrebbe in tempi normali. La pubbblicità è uno strumento che serve a volorizzare la propria marca (brand). Per cui diciamo che i tempi di crisi, sono quelli che più facilmente permettono, di essere percepiti diversi dai concorrenti e più interessanti per i potenziali clienti.

 

Copywriting e social network: binomio vincente?

 

V : Assolutamente. Il copywriter 2.0 è un animale scrivente e socializzante. Per me, i social sono un po’ come la benzina di cui ti parlavo poco fa.

 

M : Secondo me mica tanto. I social network sono uno strumento molto inefficiente per usare il copywriting.

 

Cosa fa davvero la differenza in questa professione?

 

V : Il talento. Il family feeling che riesci a creare col cliente. La tenacia. La pratica e lo studio.

 

M : La differenza la fa l’amore per le altre persone: solo così puoi fare lo sforzo di metterti nei loro panni e capirne le esigenze.

 

“Per diventare numeri uno non serve spendere chissà quanto. Basta avere la giusta idea.”: spiegaci questa tua affermazione…

 

: Mi è capitato di parlare con tanti clienti terrorizzati dall’idea di dover spendere un capitale in comunicazione pubblicitaria. In verità si può agire pure qui per step: scegliendo di volta in volta un servizio da cucire addosso al cliente che sia tarato, misurato e, soprattutto, originale.

 

“Nel copywriting la generalizzazione è il bacio della morte”: spiegaci questa tua affermazione…

 

M : Generalizzare significa filtrare e anestetizzare un messaggio così tanto che diventa un simbolo. Mentre invece il copywriting ha proprio l’obiettivo opposto: quando scrivi un testo è giusto abbondare con i dettagli, per dipingere immagini, far sentire suoni e provare sensazioni al fine di influenzarlo e portarlo dove vuoi tu.

 

“Nel copywriting la generalizzazione è il bacio della morte”: sei d’accordo con quest’affermazione di Marco De Veglia?

 

V – “Distinguersi per non estinguersi”. Certo, come non essere d’accordo?

 

“Per diventare numeri uno non serve spendere chissà quanto. Basta avere la giusta idea.”: sei d’accordo con quest’affermazione di Valentina Falcinelli?

 

M – Sono abbastanza d’accordo. Aggiungerei solo che la giusta idea deve essere comunicata nel giusto modo.

 

Un messaggio ai lettori di Quintuplica!

 

V : Quintuplicate la vostra creatività, leggete, disegnate, amate, vivete…

 

M : Ciò che oggi conta davvero è avere le competenze che il mercato richiede e per cui è disposto a spendere. Ricordati che il mondo ti mette alla prova e solo se la superi, ti premia. Lavora per te.

 

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Giorno dopo giorno setaccio il web, alla continua ricerca di nuove nicchie di mercato e casi studio interessanti.

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